PROGETTI
The Unknown Rebel Band

The Unknown Rebel Band

Fulvio Sigurtà: trumpet, flugelhorn
Mirco Rubegni: trumpet, flugelhorn
Daniele Tittarelli: alto sax
Dan Kinzelman: tenor sax
David Brutti: baritone sax
Mauro Ottolini: trombone, tuba
Giovanni Guidi: piano
Giovanni Maier: double bass
Joao Lobo: drums
Michele Rabbia: percussions


“Unknown rebel” è un percorso, una suite sulla libertà, su tutte le libertà. Quella delle grandi rivoluzioni a cui presero parte migliaia di uomini, ribelli sconosciuti; volti senza carta d’identità. Perché dietro ai grandi nomi che sopravvivono alla storia, migliaia sono quelli che nel più completo anonimato la storia la fanno. Ed è intorno a questi uomini che si muove il progetto ideato da Giovanni Guidi: raccontare attraverso la musica queste storie di straordinaria libertà, lo spirito di ribellione e giustizia che attraversa e muove i popoli.
Si passa dalla liberazione d’Italia, alla Primavera di Praga, attraverso i desaparacidos argentini, la legge Basaglia – che sancì la fine della segregazione per migliaia di malati psichici – le lotte anticolonialiste in Sudafrica ed Algeria, la rivolta di Piazza Tien an Men- da qui la denominazione " The Unknown Rebel ", dalla foto di quel ribelle sconosciuto in camicia bianca,davanti ai carri armati,entrato nell’immaginario collettivo attraverso una delle immagini più potenti della storia moderna - e la guerra civile spagnola del ’39. Arrivando al G8 e all’onda studentesca che questo periodo sta invadendo le piazze delle nostre città: ribelli sconosciuti del futuro. Musica che diventa un gioco dell'oca della resistenza e della liberazione, raccontato metaforicamente attraverso coloro che ne hanno fatto parte e che non conosceremo mai.
Ma nulla a che vedere con nostalgiche visioni nella musica dell’Unknown Rebel Band. Perché la libertà non ha nulla di nostalgico, il senso della libertà ha bisogno di essere nutrito oggi come ieri. In un periodo di revisionismo, in cui la storia si stropiccia, si accartoccia, si cancella e si riscrive, ricordare è una necessità.
Al progetto partecipano dieci giovani musicisti, tra i più interessanti talenti che la scena musicale italiana (e non solo) abbia visto negli ultimi anni. La musica composta dallo stesso Guidi si muove sui grandi riferimenti orchestrali degli anni sessanta e settanta, dalla Liberation Music Orchestra, all’orchestra di Carla Bley e “We Insist! Freedom Suite Now” di Max Roach, incrociata e mischiata alla tradizone popolare, quella italiana ma non solo, attraverso i temi celebri che hanno accompagnato i grandi movimenti.

“Ormai lo sanno tutti, lo scrivono le principali riviste di jazz internazionali, lo riconoscono i musicisti di tutto il mondo: in questi ultimi anni in Italia si è verificato un vero e proprio miracolo per quanto riguarda il jazz. Sono spuntati dappertutto, dal nord al sud, solisti straordinari in grado di parlare ad altissimi livelli il linguaggio di questa musica. Giovani, a volte adolescenti, dotati di tecnica efficientissima, di conoscenza della tradizione, di grande fantasia e di passione. Dal bop all'avanguardia, non c'è area che non sia stata occupata da una schiera di nuovi musicisti. Fino a qualche anno fa erano molto rari però, a fronte di improvvisatori eccezionali, progetti e situazioni interessanti e originali che stimolassero in modo determinante la loro creatività.

Ultimamente anche questa lacuna è stata colmata. Sono ormai numerosi i gruppi con una cifra stilistica personale che cercano, con determinazione, una strada che li porti in nuovi territori.

La Unknown Rebel Band ne è la dimostrazione più eloquente.

Il progetto nasce da un'idea di Giovanni Guidi e si ispira in modo dichiarato sia ideologicamente che musicalmente al lavoro di Charlie Haden con la sua prima Liberation Orchestra. Però la simulitudine è solo nelle intenzioni iniziali perchè poi la musica si sviluppa in modo assolutamente autonomo, grazie alle bellissime composizioni di Guidi, arricchite dagli arrangiamenti di Dan Kinzelmann. Ho avuto modo di ascoltare questo gruppo sia su cd che dal vivo e ne sono stato conquistato. Grande energia, splendidi assoli, sempre all'interno di una logica drammaturgica che fa dell'insieme di questi brani una piccola ma affascinante suite. Mi fa particolarmente piacere che sia Giovanni Guidi (ormai complice delle mie avventure musicali) a guidare questa band, perchè lo conosco da quando era bambino e l'ho visto crescere con questa passione quasi maniacale per la musica, l'ho visto migliorare giorno per giorno fino a diventare uno dei musicisti italiani più interessanti. Ma tutti i partecipanti a quest'impresa meriterebbero la menzione d'onore. Dalla sezione ritmica attenta, ineccepibile e piena di invenzioni e di swing, ai fiati eccellenti nel gioco d'insieme ed eccellenti come solisti.”





Enrico Rava