NOTIZIE& RECENSIONI
20
maggio
2011

We Dont Live Here Anymore - Suono

Non c’è dubbio sul fatto che questo giovane pianista costituisca una delle realtà più significative del jazz italiano degli ultimi tempi. A soli venticinque anni e con alcuni dischi già alle spalle, con collaborazioni prestigiose e questa ultima incisione realizzata a New York, il pianista di Foligno, pupillo del lungimirante Enrico Rava, mette in mostra non solo delle notevoli capacità come pianista, ma una versatilità verso tutti gli aspetti più diversi della musica che gli danno uno spessore non indifferente. Questo disco, nel quale al suo fianco troviamo Gianluca Petrella (altro geniaccio fra i giovani leoni italiani), ma anche il magnifico sax di Michael Blake, lascia il segno per l’impressione che danno le sue otto composizioni nell’insieme, sostenute impeccabilmente dal basso di Thomas Morgan e dalla batteria di Gerald Cleaver. Quasi a comporre un caleidoscopio che rappresenti un mondo musicale nel quale confluiscono il jazz, il blues, l’improvvisazione, la melodia ed il ritmo, dosati nel modo giusto e suonati da gente che ne ha la capacità e la non comune sensibilità di gettare il cuore oltre l’ostacolo. I suoni di ognuno degli strumenti dei tre solisti sembrano scaturire da una compenetrazione e da un coinvolgimento che costituiscono la cifra peculiare del lavoro e la sua grande forza, testimoniata dalla bellezza di brani come “She Could Tell They Were Friends” (una specie di dolente ballata epica con un magnifico Petrella) o come la commovente “In Pursuit of Silence”, nel corso della quale il piano di Guidi, su cadenze lentissime e meditative, regala momenti di pura emozione in assoluta splendida solitudine per gran parte del brano.